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Celeste
10/01/1960
h.14.30
MESSINA - TORINO 1-2 (0-1)
Messina
: Colombo, Kirkmayer, Stucchi, Dotti, Bosco, Sellani, Bettini, Landoni, Regalia, Bredese, Ciccolo. All.: Arcari.
Torino: Soldan, Scesa, Cancian, Bonifaci, Lancioni, Pellis, Santelli, Mazzero, Virgili, Ferrini, Crippa. All.: Senkey.
Arbitro: Francescon di Padova.
Reti: Virgili 17' (T), Landoni 73' (M), Mazzero 84' (T).
Spettatori: 15.000 circa.
Note: Il Messina perde una partita sul proprio terreno dopo oltre due anni di imbattibilità. Temperatura mite, calci d'angolo 1-0 per il Messina, ammonito il granata Santelli per gioco falloso.
Cronaca
[Tratto da La Stampa dell' 11 gennaio 1960]
Dopo quello di Catanzaro, il Torino ha espugnato anche il campo messinese che conservava l'imbattibilità da quasi due anni. Un risultato sostanzialmente ineccepibile, che esalta il merito di una squadra che si è mossa sempre a ragion veduta e senza incertezze di sorta. Ha stupito la decisione dei tecnici granata di richiamare nella ripresa troppi uomini nella propria metà campo, favorendo logicamente l'offensiva dei messinesi, che riuscivano a cogliere il pareggio alla mezz'ora. Ma il risultato in fondo è quello che conta. E il risultato dà ragione al Torino. D'altra parte bisogna tener conto che anche il pareggio sarebbe tornato comodo ai granata, tanto è vero che essi hanno difeso strenuamente il goal di vantaggio, e poi lo stesso risultato nullo; il punto decisivo è stato ottenuto da Mazzero in azione di contropiede, dopo uno scambio con Santelli. Il Torino, comunque, anche nella ripresa ha operato con ordine e precisione. In una sola occasione la difesa ha bucato, e l'errore è costato ai granata il goal del pareggio. E' stato, per la precisione, al 28', quando Lancioni, ostacolato dal centro avanti avversario, indugiava in un inutile palleggio di testa lasciandosi poi rubare la sfera dall'avversario Landoni, che saettava in rete imparabilmente da pochi passi. Sul risultato di parità sarebbe stato lecito attendersi una certa rassegnazione dalle due squadre, e da parte del Torino infatti l'impostazione di gioco non subiva alcun mutamento, ritenendo opportuno il tecnico torinese difendere un risultato, sia pure parzialmente, utile. Ma il Messina sulle ali del successo conseguito si riversava sconsideratamente nella metà campo avversaria sguarnendo la sua difesa e consentendo così al Torino di riacciuffare in extremis la vittoria. La nuova capolista ha vinto la sua partita innanzitutto sul plano tattico. E' bastato a Senkey piazzare Ferrini su Bredesen, lasciando Bonifaci libero da ogni compito di marcatura, per scombussolare i plani dei messinesi. Ed il còrso è stato senza dubbio l'artefice principale del successo della sua squadra, dirigendo il gioco con discernimento anche nella ripresa, quando i granata badavano più a difendersi che ad offendere. Un lavoro oscuro, poco appariscente ma di sicuro effetto. E' piaciuto soprattutto nella squadra granata il suo spiccato senso di praticità. Nel primo tempo il Torino è anche piaciuto dettando legge in campo con un gioco fatto di rapidi scambi in profondità che hanno messo spesso in difficoltà i pur forti difensori messinesi. Ha ottenuto un goal con Virgili al 18° minuto e avrebbe potuto metterne a segno un altro a tre minuti dal riposo quando Crippa, dopo avere scartato anche il portiere, stampava la palla sui palo a porta completamente vuota. Nel primo tempo solo una volta il Messina riusciva ad impostare un'azione veramente pericolosa che concludeva con un tiro di poco alto sulla traversa. Il Torino, insomma, aveva saggiamente impostato la sua partita e ne coglieva i frutti. Tutto lasciava credere che anche nella ripresa la partita si sviluppasse secondo il metro dei primi quarantacinque minuti di gioco, ma il Torino non era di questo parere, e alla ripresa dell'incontro richiamava indietro anche Mazzero, che poi sarebbe stato l'autore del goal decisivo, lasciando a Virgili, Santelli e Crippa il compito di alleggerire le manovre, dei difensori con rapide puntate in contropiede. A nostro avviso, le precauzioni degli ospiti sono apparse esagerate anche se dettate dal convincimento di dover difendere ad oltranza l'esiguo vantaggio dagli sfocati attacchi avversari. Il goal subito da Soldan può, infatti, essere imputato alla fatale indecisione di Landoni, che avrebbe dovuto allontanare decisamente il pallone senza perdersi in inutili preziosismi. La prodezza di Mazzero, comunque, ha restituito al Torino la vittoria. Forse un pareggio avrebbe meglio premiato l'ardore ti la generosità del messinesi: ma è giusto riconoscere la legittimità del risultato, che costituisce per il Torino un deciso passo verso la promozione.