Filadelfia |
27/04/1960 |
h.21.15 |
TORINO - VENEZIA 1-0 (1-0) Torino: Vieri, Scesa, Cancian, Bearzot, Gerbaudo, Bonifaci, Santelli, Virgili, Angeli, Ferrario, Crippa. All.: Senkey. Venezia: De Benedet, Tresoldi, Ardizzon, Cancian, Carantini, Molinari, Rossi, Orlandi, Calegari, Casarotto, Pochissimo. All.: Costanzo. Arbitro: Gambarotta di Genova. Reti: Crippa 5'. Spettatori: 5.000 circa. Note: Pioggia battente per tutta la partita. Cronaca [Tratto da La Stampa del 28 aprile 1960] Il Torino è entrato nelle semifinali della Coppa Italia battendo per 1-0 il Venezia nell'incontro svoltosi ieri in notturna. Il tempo era piovoso. In città l'acqua era caduta con qualche abbondanza prima dell'incontro: sul campo essa si limitò a cadere nella parte centrale della partita. In compenso però la temperatura era scesa di parecchio: era vera aria fredda, di tipo invernale, quella che spirava sul terreno di giuoco. E conseguentemente, di pubblico non ve n'era molto: circa cinquemila persone in tutto. Le due squadre si sono presentate in formazione incompleta, rispetto ai loro consueti schieramenti di campionato. Mancavano complessivamente da una parte e dall'altra oltre mezza dozzina di quelli che possono essere considerati come titolari. Ma rimaneggiato in modo speciale era il Torino, dove il centro mediano Ferrario compariva nella inedita veste di mezz'ala sinistra. Non è stata affatto una bella partita. Dopo un inizio passabile, il giuoco è diventato presto confuso e caotico, specie per parte dei padroni di casa. I quali hanno segnato proprio in apertura di incontro, e non sono più riusciti in seguito a piazzare un solo tiro che si possa definire come meritevole di successo. Di meglio, d'altra parte, non hanno combinato gli ospiti, che, in tutta la durata della gara, non hanno chiamato il portiere Vieri ad una sola parata veramente difficile. Una partita in realtà scadente parecchio. Una partita che, ad un dato punto, non ha potuto fare a meno di lasciare l'impressione che i due contendenti pensassero di più a quanto deve avvenire domenica prossima in campionato, che non a quanto stava succedendo sul campo in quel momento. E' la mentalità di Coppa Italia che fa fatica a prevalere e ad imporsi, nel nostro ambiente. Di lotta ve n'è stata, di impegno se ne è visto, ma di giuoco nel senso tecnico del termine, fortunato chi è riuscito a scorgerne qualche cosa. Delle due unità, quella che ha tenuto il comportamento migliore è stato il Venezia. Almeno nelle sue file v'era ordine, almeno si cercava di tenere la palla a terra. I veneti hanno tenuto a lungo il comando del giuoco, specialmente a metà campo, e specialmente nel secondo tempo, e, sotto il punto di vista del dominio territorio le e del controllo generico del pallone, non avrebbero meri tato di uscire sconfitti dalla prova. E' in area di rigore che essi non sono riusciti ad azzeccare un tiro che è uno: hanno minacciato sovente, e non hanno concluso mai. Ciò forse anche perché i loro avanti si sono urtati in una difesa come quella del Torino, che diventerà storica, nella stagione, per il modo in cui sa chiudersi e tamponare tutte le vie di accesso. La partita in sé proprio non merita una descrizione particolareggiata. Se si eccettua l'azione della rete, quella che tracciò e definì il risultato della serata, di episodi degni di rilievo non ne ha avuto affatto. In tutto e per tutto, si ebbero due ammonizioni per falli di nessuna importanza. La rete dei granata venne segnata al nono minuto del primo tempo. Su un contrattacco dei padroni di casa, Bonifaci trovava la propria ala sinistra con un lungo e preciso traversone. Crippa chiudeva verso il centro, entrava decisamente in area, ed in piena corsa sferrava un tiro alto e così forte da piegare all'indietro le mani del portiere De Benedet. Picchiando contro la faccia inferiore della sbarra trasversale, la palla schizzava irresistibilmente in rete. Era una bella promessa per il rimanente dell'incontro. Una promessa che non venne mantenuta. Forse perché il freddo confuse in seguito le idee a tutti quanti. Per intanto il Torino sale allo stadio delle semifinali della competizione. Avrà a che vedersela con la Fiorentina, mentre la Juventus se la sbrigherà col vincente di Lazio-Bologna in data da stabilire. |