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Martelli
24/01/1965
h.14.30
MANTOVA - TORINO 1-2 (0-1)
Mantova
: Zoff, Scesa, Corsini, Jonsson, Pini, Cancian, Trombini, Zaglio, Di Giacomo, Volpi, Ciccolo. All.: Mari.
Torino: Vieri, Poletti, Fossati, Puia, Cella, Rosato, Meroni, Ferrini, Hitchens, Moschino, Simoni. All.: Rocco.
Arbitro: De Marchi di Pordenone.
Reti: Aut.Corsini 10' (T), Hitchens 67' (T), Ciccolo 90' rig. (M).
Spettatori: 15.607 di cui 12.868 paganti per un incasso di 13.940.200 lire e 2.739 abbonati.
Note: Giornata di sole, ammonito Corsini per proteste, calci d'angolo 4-4.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 25 gennaio 1965]
E' avvenuto proprio l'opposto di quello che si temeva che avvenisse. Colà dove molti prevedevano lo scoppio di una tempesta, ogni cosa è filata via liscia come l'olio. I grandi trambusti nelle partite di calcio capitano spesso dove e quando nessuno se li aspetta: e succede viceversa qualche volta che negli ambienti e nel momenti In cui è facile preventivare grossi guai, tutto avvenga seguendo pienamente le vie della regolarità. A Mantova il mondo degli sportivi era altamente mal contento dopo le note vicende delle ultime gare, si trovava in piena ebollizione, ed ogni cosa poteva andare a soqquadro da un momento all'altro. Invece è avvenuto che il Torino, che giocava abbottonatissimo e molto prudente, segnasse per primo, in inizio di partita, dopo appena dieci minuti che l'incontro era incominciato. Fu, questo episodio, per il pubblico, tutto teso nella speranza d'un successo avente carattere di rivincita, una doccia fredda specialissima. Tanto più, autentica doccia fredda, che la palla era stata deviata nella rete dei padroni di casa dal frettoloso Intervento d'uno del loro estremi difensori. Per la cronistoria ecco come erano avvenute le cose. Meroni e Simoni erano venuti a trovarsi a pochi passi l'uno dall'altro sulla sinistra dell'attacco torinese, quasi sul limite dell'area di rigore mantovana. Il primo dei due aveva servito il secondo, il quale aveva sparato subito a mezz'altezza. Arrivava correndo proprio in quell'istante il terzino sinistro Corsini. La palla gli sfiorava un ginocchio e deviava in rete fuori della portata del portiere Zoff. Cera poco da discutere: il Mantova stava già perdendo prima ancora che gli fosse stato possibile distendersi completamente nell'azione. Da quel momento l granata, messi In grado di guardare alla situazione dall'alto in basso, prendevano a controllare il gioco, e i suoi sviluppi, con grande calma e molta intelligenza. Prendevano cioè a bloccare l'avversario a metà campo, e la loro difesa, operando con calma e accorgimento, diventava cosi solida e sicura di se stessa che Vieri di grandi pericoli fino alla metà tempo non ne correva alcuno. Per di più, a sette od otto minuti dall'intervallo, il terzino sinistro mantovano Scesa - ex granata anche lui - vedeva aggravarsi la ferita che aveva posto in forse la sua presenza nell' incontro lino all' ultimo momento. Usciva dal campo, cedendo il suo posto a Volpi, e quando rientrava nella ripresa veniva confinato a un'ala. Ringalluzzito, sicuro del fatto suo, il Torino usciva dal suo guscio nel secondo tempo, e prendeva ad attaccare con qualche Insistenza. E In una delle sue più nutrite avanzate, verso la metà del tempo stesso, segnava ancora. L'attacco del granata, sviluppatosi sulla sinistra, provocava una piccola mischia nell'area di rigore mantovana. Nel trambusto il centromediano Pini respingeva brevemente raso terra, proprio In direzione di Hitchens che stava sopravvenendo in gran corsa. Con un tiro basso e breve, l'inglese deviava in rete senza esitazione, battendo nettamente il portiere Zoff messo fuori equilibrio dalle vicende dell'azione. Faceva 2 a 0, con poco più di venti minuti di gioco prima di giungere al termine della gara. Voleva dire la vittoria in tasca per i granata. E vittoria doveva essere, anche se proprio nei morenti istanti dell'incontro l'arbitro più che l'avversario, trovava il modo di accorciarne la misura. Si stava raggiungendo il 90', quando l'arbitro stesso concedeva un calcio di punizione, qualche metro fuori area, al padroni di casa. Tirava l'ala Trombini, il ragazzo che Torino e Mantova, combinazione, detengono in comproprietà. Sul tiro del medesimo si muovevano un po' tutti i giocatori delle due parti, e Rosato e Di Giacomo rotolavano a terra urtandosi. Fischio di De Marchi, a tempo regolamentare già scaduto, con l'indice puntato sul segno del calcio di rigore. Nulla affatto di grave era successo durante il piccolo trambusto, nulla che potesse giustificare la punizione massima. Nessuno del granata reclamava comunque: qualcuno di essi anzi rideva addirittura. Tirava Ciccolo, ad ogni modo, e segnava. Ed immediatamente echeggiava il segnale di chiusura dell'incontro. Due a uno per il Torino. Il giudice che poteva essere il giustiziere del Torino se le cose fossero volte a male, aveva dato un contentino al suo frastornato avversario. Ed il rigore non veniva salutato nemmeno da un applauso, tanto amaro era il suo sapore per il pubblico locale. La giornata era serena, pareva quasi di essere all'inizio della primavera. Il campo, un po' logoro nella zona di centro, si trovava in discrete condizioni. Più di ventimila persone hanno presenziato all'incontro. Il quale non venne guastato da nessuna scorrettezza o fallo veramente grave. In tutto e per tutto il centravanti Di Giacomo rimase a terra necessitando di cure per un paio di volte. Chi rimase invece veramente male fu il pubblico locale. Un pubblico che dovette toccare con mano quanto fosse evanescente il grado di efficienza dei suoi beniamini. In stile semplice, ordinato e preciso, il Torino aveva meritato il successo ottenuto. E non v'era assolutamente nulla da ridire. A partita ultimata, il sorteggio stabiliva che ci fosse controllo anti-drogaggio. Da ambo le parti venivano assoggettati alle prove del caso le due ali e la mezz'ala sinistra. Ed il Torino, trasferitosi subito in autobus da Mantova a Verona, rientrava in sede per treno in ottime condizioni di fisico e di morale, nella serata stessa. Aveva fatto un meritato passo in avanti nella classifica, passando dal sesto al quinto posto. Tutto ciò nel modo più semplice e ordinato che sia possibile immaginare.