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Comunale |
16/02/1986 |
h.15.00 |
JUVENTUS - TORINO 1-1 (1-0) Juventus: Tacconi S., Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Pin G., Manfredonia, Serena, Plationi, Laudrup. A disposizione: Bodini, Caricola II, Bonetti II, Pacione, Briaschi I. All.: Trapattoni. Torino: Copparoni, Corradini, Francini, Zaccarelli, Junior, Ferri I, Beruatto, Sabato, Lerda (al 79' Mariani P.), Dossena, Comi (all'86' Osio). A disposizione: Biasi, Cravero, Pusceddu. All.: Radice. Arbitro: Casarin di Milano. Reti: Laudrup 25' (J), Zaccarelli 87' (T). Spettatori: 49.874 di cui 35.710 paganti e 14.164 abbonati. Note: Espulso Bonini per aver applaudito ironicamente l'arbitro dopo averlo ammonito, ammoniti Manfredonia, Francini, Dossena e Bonini. Cronaca [Tratto da La Stampa del 17 febbraio 1986] Il pareggio è una sconfitta per la Juventus, una vittoria per il Torino che ha agguantato l'avversario, prima dilagante poi troppo remissivo di fronte al forcing granata, a tre minuti dalla fine con una disperata botta di Zaccarelli, il migliore fra i protagonisti di un derby emozionante e duro come da tempo non eravamo abituati. I bianconeri debbono rimpiangere di non aver chiuso il match una volta in vantaggio, con lo stupendo gol (assist inventato da Platini e sicura conclusione di Laudrup) del 25'. Platini-Serena, ancora Platini, Cabrini (44', 52', 54') hanno fallito le occasioni di un raddoppio al momento più che meritato. Il Torino già in svantaggio e con due punte senza mordente (Comi e Lerda: l'assenza di Schachner ha pesato non poco perché il movimento dell'austriaco avrebbe dato ben altre preoccupazioni a Scirea e colleghi) doveva cercare di attaccare con i centrocampisti trascinati da un Dossena in crescendo, ma si scopriva inevitabilmente lasciando varchi nel quali l'avanzato Platini ed un Laudrup in vena si lanciavano con efficacia, pur senza successo. Alla distanza, però, il disperato assalto granata - un lavoro grezzo ma insistente al fianchi dell'avversario - ha fiaccato i bianconeri forse troppo convinti di poter controllare la gara. Il pareggio è maturato cosi fra scontri rabbiosi, con un Casarin incerto in alcuni momenti chiave. I granata parevano in soggezione all'inizio, la disposizione tattica di Radice era messa a disagio da Trapattoni. Platini giocava più avanti (solo per l'assenza di Mauro?) costringendo il diretto avversarlo Sabato a non dare il suo contributo a centrocampo, Corradlnl soffriva l'avvio scatenato di Cabrini. Le parti, fra i due tecnici, si capovolgevano in altri settori. Bonini doveva presidiare la fascia destra pressato da un galoppante Beruatto e non poteva dare il solito apporto in dinamismo. In mezzo Pin si confermava troppo leggero e Manfredonia (ammonito al 41') eccedeva In durezze. Il gol di Laudrup al 25' (controllo e botta bassa di sinistro sull'uscita di Copparoni, dopo un prezioso passaggio volante di Platini) siglava comunque la superiorità di gioco della capolista, già dimostrata da tiri secchi di Cabrini e Laudrup, dal lancio (17') di Pin per Platini il quale, due metri dentro l'area veniva contrato duramente da Sabato, al limiti del rigore. In svantaggio, il Torino modificava l'assetto tattico Ferri prendeva in consegna Platini liberando Sabato, Francini si spostava su Laudrup, Corradini marcava Serena. I granata reagivano (al 20' una spinta da tergo in area di Manfredonia su Junior.. pareggiava lo scontro Platini-Sabato), il brasiliano saliva di tono ed al 39' costringeva Tacconi a volare per deviare una punizione. Ma era la Juventus, in risposta, ad avere in mano la partita. Al 44' Laudrup apriva per Platini che si liberava ma invece di concludere cercava Serena solo al centro: l'assist era troppo forte e sfuggiva al centravanti. Il Torino iniziava il secondo tempo all'attacco, ma premendo si scopriva alle spalle, dove Zaccarelli era costretto a ''chiusure'' rischiose. Al 7' ancora su lancio di Laudrup partiva Platini e dal fondo cercava Serena ma Corradini, sulla linea, intercettava salvando Copparoni. Era il portiere, due minuti dopo, ad uscire con tempismo verso Cabrini sbucato liberissimo sulla sinistra, e che finiva per calciare tra le braccia dell'avversarlo. I bianconeri sprecavano così il loro periodo migliore. Il Torino, graziato, aumentava la pressione, psicologicamente favorito dal non aver più nulla da perdere. Si portavano sotto a turno anche i difensori, Dossena dava il via ad un tourbillon continuo, Junior si adeguava ed entrava più spesso in area, e pure Sabato tentava inserimenti. Finiva alta una conclusione di Junior al 18', si accendeva una mischia confusa davanti a Tacconi al 28' su corner. Alcuni Inviti di Dossena non venivano raccolti dalle stordite punte granata ma uno, al 39', trovava Sabato pronto allo scatto. Il tiro trasversale rimbalzava contro la traversa, Brio e Comi si lanciavano sul rimbalzo scontrandosi. Aveva la peggio l'attaccante, che lasciava il posto ad Osio, quando Mariani (rientro nel calcio vero dopo tanti guai, auguri) aveva già sostituito Lerda. A tre minuti dalla fine, il pareggio castigava la Juve premiando il coraggio granata. Punizione da 25 metri, terribile staffilata di Junior che raccoglieva in quel tiro le residue energie. Tacconi volava sulla sua sinistra a ribattere il bolide, la difesa bianconera non era pronta a coprire, prontissimo era Zaccarelli a battere a rete sullo slancio dell'ultimo disperato assalto. Finiva con l'espulsione di Bonini (che non gradiva i cartellini gialli presentati a lui e Dossena dopo uno scontro rabbioso, ed applaudiva ironicamente Casarin) ed un ultimo contropiede di Platini fermato sul filo del fuorigioco. Ma Michel e compagni avevano perso prima la grande occasione. |
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