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Grande Torino
13/08/2016
h.20.30
TORINO - PRO VERCELLI 4-1 (2-0)
Torino
: Padelli, Bruno Peres, Bovo, Moretti, Barreca, Acquah, Vives, Obi (al 60' Baselli), Martinez (al 75' Boyé), Belotti, Ljajic (all'87' Aramu). A disposizione: Gomis, Ichazo, Maxi Lopez, Gustafson, Silva, Lukic, Tachtsidis, Stanghellini, Auriletto. All.: Mihajlovic.
Pro Vercelli: Zaccagno, Berra, Bani, Legati, Mammarella, Ardizzone, Budel, Castiglia (all'85' Palazzi), Mustacchio, Morra (al 69' Vajushi), La Mantia (al 63' Ebagua). A disposizione: Provedel, Gilardi, Eguelfi, Malonga, Konate, Mussman, Bacchetti, Danza, Altobelli. All.: Longo.
Arbitro: Celi di Bari.
Reti: Ljajic 8' (T), Martinez 26' (T), Bruno Peres 50' (T), La Mantia 56' (P), Boyé 87' (T).
Spettatori: 13.356 paganti per un incasso di 163.715 euro.
Note: Ammoniti Baselli, Mustacchio e Legati, tutti per gioco falloso. Calci d'angolo 8-3 per il Torino, recupero 0' pt, 4' st. Grandissima accoglienza da parte del numeroso pubblico presente,all'ex tecnico della Primavera, attualmente mister della Pro Vercelli, Moreno Longo. Clima e campo ideali per una partita di pallone, presenti al Grande Torino anche 400 sostenitori della Pro Vercelli, per una sfida che in forma ufficiale mancava da oltre mezzo secolo. Esordio in maglia granata per Barreca, Aramu, Boyé e Ljajic e per questi ultimi due anche una rete. Nel Torino, falcidiato dagli infortuni, aggregati anche due elementi della formazione primavera, i difensori Stanghellini e Ariletto. Nel prossimo turno, la truppa di Mihajlovic, anche lui all'esordio ufficiale in granata, se la vedranno con la vincente dell'incontro tra Pisa e Salernitana.
Cronaca
[Tratto da La Repubblica del 14 agosto 2016]
Nel Toro c'è molto Ljajic. Certe volte è quasi tutto Ljajic e questo può essere un limite, ma non ieri che il serbo (un gol, un assist, molte magie) ha guidato i granata al successo contro la Pro Vercelli (4-1) nel debutto ufficiale della stagione. Non è stata in ogni caso questa la partita che ha svelato la squadra di Mihajlovic, troppo incompleta per essere vera e soprattutto definitiva. A livello teorico, ieri c'erano in campo solo tre titolari certi (Moretti, Belotti e Ljaijc), benché molti degli altri otto possano ambire a diventarlo, e alcuni anche con buone possibilità di riuscirci, ma è chiaro che, in attesa della guarigioni dei tanti infortunati (Benassi, Zappacosta, Iago, Molinaro, Baselli) e soprattutto degli sviluppi del mercato, i granata prenderanno una faccia molto diversa da questa, per quanto l'impostazione e la filosofia di gioco saranno comunque identici: il Toro è più ritmato e soprattutto più aggressivo, cerca sovente l'immediatezza, ha buoni equilibri generali (la Pro ha infastidito la difesa avversaria solamente nel finale, quando su molti è calata la stanchezza) ma il tasso di pericolosità dipende molto (forse troppo?) dall'incisività del tridente, che finisce per organizzare quasi per intero il gioco d'attacco (e Belotti e Martinez hanno pasticciato un po' troppo). Però Mihajlovic ha ricevuto ottime indicazioni da Barreca, che era forse il giocatore maggiormente sotto esame: il giovane mancino ha giocato benone, ha corsa, occhio, velocità, personalitè. Merita fiducia. In assoluto, però, il colpo della serata l'ha fatto l'argentino Boyé, con uno spettacolare gol di sinistro da oltre venti metri al 42' delsecondo tempo. Lo stadio è esploso, anche se era "solo" il 4-1. Il Torino non ha avuto esitazioni, anche perché la partita s'è messa subito per il verso giusto, e non ha l'ha più cambiato, grazie al calcio di punizione che all'8' Ljajic ha incastonato nell'angolo alla destra di Zaccagno, l'ex portierino della Primavera granata. E' come se Ljajic avesse distribuito ai nuovi tifosi il suo biglietto da visita: è la terza punizione che infila nel sette in questo precampionato ed è molto probabile che ne verranno altre, a vedere l'impressionante precisione con cui si esercita in allenamento.Che il gioco del Toro dipenda in buona parte delle creazioni del suo numero 10 è abbastanza lampante, visto che suo è stato il cross (da calcio d'angolo, stavolta) che ha propiziato il raddoppio di Martinez al 26' (di testa, con eccellente scelta di tempo: il venezuelano è un piccoletto ma salta un come grillo) e il 3-0 al 5' del secondo tempo, quando il serbo ha fatto i suoi comodi sulla fascia destra facendo fuori mezza Pro Vercelli prima di servire ancora Martinez, sul cui destro Zaccagno ha fatto un capolavoro. Ma sul successivo destro di Bruno Peres (per cui è arrivata un'offerta della Roma) nessuno avrebbe potuta fare nulla: è finito dritto dritto sotto la traversa. La Pro ha poi accorciato al 21' st con una bella volée di destro di La Mantia nell'unica azione interessante dei vercellesi. Longo, però, ha incassato applausi a scena aperta dal suo vecchio pubblico, così come Zaccagno e gli altri ex Ebagua e Morra: i tifosi del Toro non dimenticano chi gli ha voluto bene.