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Delle Alpi
01/10/1992
h.20.30
TORINO - IFK NORRKOPING 3-0 (1-0)
Torino
: Marchegiani, Bruno, Sergio, Mussi (al 78' Silenzi), Annoni, Fusi, Sordo, Casagrande (all'80' Aloisi), Aguilera, Scifo, Venturin. A disposizione: Di Fusco, Cois, Sinigaglia. All.: Mondonico.
IFK Norrköping: Eriksson, Vaattovara, Marovic, Lonn, Lind, Kalen, Blom, Bergort (al 78' Hansson), Kuznetsov (all'85' Samuelsson), Rodlund, Hellström. A disposizione: Bergort, Nilsson, Jerlevs. All.: Aslund.
Arbitro: Spirin (Russia).
Reti: Aut.Vaattovara 3', Casagrande 79', Aguilera 80'.
Spettatori: 20 mila circa di cui 17.183 paganti per un incasso di 622.265.000 lire.
Note: Serata fredda, terreno in buone condizioni, nessun provvedimento disciplinare da parte del direttore di gara.
Cronaca
[Tratto da La Stampa del 2 ottobre 1992]
Mondonico ne sa una più del diavolo. L'avevamo guardato increduli quando diceva che Silenzi sarebbe stato la carta a sorpresa per la qualificazione del Torino contro il Norrkoeping. Possibile, proprio il Silenzi visto fin qui?, ci chiedevamo. Invece, puntuale come le tasse, l'innesto del popolare Pennellone ha sconvolto a favore dei granata una partita stagnante che si stava trascinando pericolosamente verso i supplementari. Silenzi è entrato al 77', con il Toro sull'1-0: ha avuto appena il tempo di appostarsi in area che Scifo l'ha visto da lontano, lo ha centrato con un bel cross e, sul suo tocco di testa, Casagrande è stato bravo a deviare in porta la palla della virtuale qualificazione. La recita perfetta di un copione studiato ad arte e impreziosito dall'assolo di Aguilera, tre minuti dopo. Il tiro dal limite dell'uruguaiano è stato una magia da rivedere al rallentatore per apprezzarla meglio: 3-0 e finale in gloria per un match che fino alla svolta di Silenzi aveva fatto sollevare più di un sopracciglio per l'incapacità del Toro di chiudere il conto dopo averlo pareggiato di gran fretta. Al terzo minuto, infatti, i granata s'erano scrollati la prima paura, di non farcela a recuperare lo svantaggio di Norrkoeping. Come l'anno scorso col Real, l'aiuto era giunto da un cosciotto straniero: allora il brasiliano Rocha aveva infilato la propria porta, questa volta era Vattovaara, un poliziotto dal cognome finlandese, a non arrestare una gran botta di Bruno da 25 metri su azione da calcio d'angolo di Aguilera. Dunque s'era messa subito bene e sembrava che la pratica più scomoda del turno italiano di Coppa si potesse risolvere in fretta. Casagrande e Aguilera si trovavano a ripetizione con palleggi brevi, con azioni straordinarie, ma che si esaurivano lontano dalla porta. All'8' Sergio metteva in azione Scifo, sulla destra, e il belga calciava ai passeri. Come a Norrkoeping l'avvio era brillante. Ma anche qui sul più bello si inceppava qualcosa. L'impressione è che mettendo Sordo sulle piste di Blohm, Mondonico avesse cancellato il motore che molti guasti aveva procurato in Svezia (oltre al gol). Tuttavia si perdeva la spinta del granata sulla destra. Avrebbe dovuto sostituirlo Mussi: "Capelli di fuoco" invece non partiva mai. Sulle prime abbiamo pensato che fosse per il timore per gli sprint di Marovic, lo slavo suo dirimpettaio. Poi si è compreso che Mussi, poveraccio, soffriva all'inguine e Mondonico non lo voleva sostituire, benché avesse allertato Aloisi. Il Norrkoeping riguadagnava almeno la fiducia in se stesso. Aaslund aveva mantenuto una sola punta di ruolo, Hellstroem, controllato da Bruno, più Rodlund, l'unico talento vero tra i molti muscolari, sul quale si appiccicava Annoni. Insomma si vedeva un gran catenaccio: certo un catenaccio moderno, scientifico, attento a occupare gli spazi, ma la mentalità era la stessa che i nostri club esportavano una volta. Tutti indietro, gli svedesi diventavano difficili da superare e neppure lo svantaggio li convinceva a uscire in cerca di avventure. Solo verso la mezz'ora il Toro entrava in affanno, su un paio di calci d'angolo: ma era la sindrome del gol sciocco che annebbiava i cervelli granata, ancora bruciati dall'esperienza di Pescara. Durava poco, per fortuna. Scifo si ricaricava delle responsabilità di far gioco e tentare il gol. Ma la migliore delle occasioni arrivava sul destro di Aguilera al 31': bravissimo l'uruguaiano a coordinarsi per colpire il cross di Sergio, però la traiettoria centrava il portiere ben piazzato. Troppi attacchi centrali, comunque. Troppi giochi in un fazzoletto fino a creare una specie di imbuto davanti all'area svedese in cui si consumava imbelle ogni idea. E' uno dei difetti del nuovo Toro. E poi quando si dispone di Aguilera, Scifo, Casagrande, gente brava sulle punizioni, bisognerebbe cercare qualche fallo in più dal limite. In tutto il primo tempo invece i granata si procuravano un solo calcio da fermo, gettato al vento. Non cambiava molto l'avvio di ripresa. Il Norrkoeping si concedeva un paio di sortite, senza schiodarsi dal proprio acquitrino ben difeso. Al 63' Aguilera dall'angolo serviva Bruno che metteva alto, di poco, al volo. I granata insistevano. Al 66', su mischia, Casagrande colpiva il palo e si rievocavano sfortune ancora troppo fresche. Poi arrivavano i gol sudamericani.